Nel periodo in cui Linda ha 7/8 anni, grazie ai consigli delle terapiste, abbiamo utilizzato come supporto alla comunicazione “le scatole”.

  • Per capire visivamente alcune emozioni
  • Per comprendere e dare un nome a queste emozioni
  • Per tentare di gestirle

Per Linda questo è un periodo molto faticoso portato dal vivere esperienze negative: non aver avuto la possibilità di essere aiutata nella maniera adeguata, accettata e valorizzata l’ha portata a sentirsi una bambina sbagliata con conseguenze devastanti.
Linda piangeva quasi tutto il giorno, crisi continue, più nessun controllo di sé, solo rabbia e disperazione… il vivere queste brutte esperienze ha devastato Linda, dentro e fuori, l’ha portata a regressioni e blocchi seriamente preoccupanti su cibo, comunicazione, tolleranza, autonomie, capacità in generale… ma in maniera incredibile, piano piano è riuscita anche ad esternarci (a modo suo) alcuni dei suoi turbamenti, con frasi come Sono bambina molto cattiva…”, Sono una bambola…” o È tutta colpa mia...

L’esigenza di capire la realtà delle cose, decifrare le emozioni, esprimerle in maniera coerente… è davvero urgente.

Questo è stato un periodo durissimo per tutti e quattro i componenti della nostra famiglia… ha condizionato il nostro futuro e ci ha messo davvero a dura prova, la sua disperazione era la nostra.

”Linda, tu sei una bambina completamente buona, sei una bambina molto intelligente, sensibile e capace in modi diversi… se certe persone non sanno capirti, aiutarti e valorizzarti… la colpa non è tua.“

MAMMA E PAPÀ

La scatola della Rabbia

Linda ha bisogno di ricominciare a stare bene, facile non è, sarà tanto il lavoro delle terapiste, il nostro a casa e il suo.

Come rinforzo prendo una scatola, faccio sopra una etichetta, ogni volta che Linda lo vorrà potrà sfogare su un foglio bianco, con un pennarello rosso, un po’ della sua rabbia, per poi accartocciarlo, farlo piccolo piccolo e chiuderlo nella scatola.

La scatola della Paura

La paura è un’altra costante, ma comprendere a pieno la fonte, il contesto e poi verbalizzarla nella maniera corretta per lei sono tutti processi difficili. Si lavora su più fronti, la scatola è uno dei supporti utilizzati.

Dopo aver lavorato molto sulla comprensione di diversi eventi, cose e persone di cui Linda ha paura, mi verbalizza le sue paure, io le scrivo, lei fa il suo “disegno della paura”.

Poi lei lo accartoccia, lo chiude all’interno della scatola e così proviamo a sconfiggerla un po’.

La scatola del Non c’è più

In questo periodo abbiamo dovuto mettere dei punti e chiudere con molte situazioni. Per provare a riacquistare un po’ della sua tranquillità Linda ha bisogno di essere aiutata a comprendere che certe situazioni, certe paure non le rivivrà più ma per capirlo davvero lei ha bisogno di concretezza, non basta dirglielo semplicemente a voce, il supporto visivo è sempre fondamentale.

Così ogni volta che serve tiriamo fuori la scatola del Non c’è più, si prende un foglietto, si scrive il nome, si fa una croce sopra, lo si mette dentro la scatola e si chiude per bene il coperchio.