La maschera, un oggetto magico, scenico, pieno di colore, fantasia e portatore di gioia, Linda ne è ben presto rapita… ed ecco che, anche se Febbraio sul nostro calendario è contraddistinto da coriandoli, il Carnevale a casa nostra può arrivare in ogni mese dell’anno!

Nei suoi primi anni di vita gli sguardi condivisi erano la nostra comunicazione.

Per quanto possa essere interessante, appariscente qualsiasi maschera, grazie a Linda ci accorgiamo di un dettaglio apparentemente banale: indossandone una, l’unica parte che rimane mobile, viva, sono proprio i nostri occhi. Se ne indossiamo una, capiamo che lei è molto più attratta (concentrandosi molto) dal nostro sguardo, che è in ombra, ma mobile, piuttosto che da ciò che è più evidente, ma fermo (la maschera).

Ecco che questa diventa da subito un “potente mezzo” per “agganciarla”.

In tutti questi anni le maschere sono sempre state nostre grandi amiche, alleate di divertimento quanto di apprendimento.

Strumento comunicativo

Quando Linda ha poi iniziato a comunicare anche verbalmente, le maschere sono diventate uno strumento fenomenale per attivare tutta una serie di competenze comunicative.

Comprendendo e sfruttando uno dei suoi interessi-del-momento, se non le trovavamo fatte, le disegnavo, per poi indossarle e provare a costruirci un gioco che sviluppasse relazione, scambio.

Tutto questo ha stimolato la sua interazione con me e allo stesso tempo anche consapevolezza del suo io.

Quell’oggetto così concreto ma affascinante, aveva il potere di trasformarci in animali, personaggi… ma l’effetto stupore e divertimento riusciva a far mantenere a lungo la sua concentrazione, aumentando così tempi attentivi per riuscire anche ad imparare nuove cose, parole, versi, suoni, colori…

Linda cresce

diventa necessario acquisire tutta una serie di nuove e difficili abilità e competenze… ed eccole sempre lì, che con la loro forza aiutano Linda ad allenare manualità, controllo, fluidità, forza nelle mani, coordinazione occhio-mano, sensorialità… e a non sentirne la fatica, anzi!

Inizia qui la nostra prima collaborazione: io disegno, lei colora e dopo… in scena!

Inizialmente utilizza i pennarelli (strumenti che facilitano il compito proprio per la loro fluidità)

per poi passare a strumenti sempre più impegnativi sotto l’aspetto dell’impugnatura o prassie, ma anche per la gestione delle sensorialità (pennelli, tempere, tempere solide, colla, adesivi, sabbia, brillantini…)

Passano gli anni e le maschere sono sempre fedeli compagne di viaggio, ci danno una mano anche nell’imparare sequenze, numeri, colori caldi-freddi, associare a questi emozioni, ci aiutano anche ad allenarci sulla scrittura.

Colore, collaborazione, improvvisazione, apprendimento, gioia e soddisfazione… c’è tutto!

Maschere di CinCin

Nei suoi 11 anni Linda ha collezionato parecchie maschere, di ogni genere… ma quelle a cui forse tiene di più sono quelle “nella scatola” quasi tutte della nostra amica CinCin di Roma.

Sovente le tiriamo fuori. Ci sono stati anche periodi in cui far suonare i loro campanellini era diventato per lei un’ossessione in cui perdersi… ecco che allora cerchiamo di sfruttare la forza di questo grande interesse per spingerci un po’ oltre… e ci riusciamo!

Si lavora sull’osservazione, sulla motricità fine e sull’autonomia.

  • Linda inizia aprendo la scatola, sceglie una maschera.
  • La tira fuori.
  • Con calma la osserva.
  • Si organizza, sceglie in autonomia i colori che le serviranno per realizzarla sul foglio.
  • Senza la mia guida in copia e gestendo lo spazio bianco del foglio, disegnerà le sue maschere, facendo anche esercizio di scrittura alla fine.
  • C’è anche Cesare con noi! Anche lui realizza le sue maschere preferite!

Altre volte ancora le maschere diventeranno anche muse ispiratrici per morbide creazioni di “dido” Play-Doh (facile da manipolare).

A casa nostra il Carnevale può davvero arrivare sempre all’improvviso! Fantasia, colore, divertimento… non c’è dubbio, siamo i re e le regine delle maschere e attenzione, siamo contagiosi!!