Per Linda la manipolazione di qualsiasi materiale non è mai piacevole e il tutto diventa ancora più complicato se si sporca le mani o se vede tutto sporco intorno a lei. A piccoli passi, bisogna darle la possibilità di provarci, con approcci graduali, bisogna organizzarsi bene in anticipo, avere in mente tutti i passeggi senza che poi ci siano indecisioni (da parte nostra), dosare il tutto e trovare sempre la giusta motivazione… goccia-dopo-goccia si prova a superare un po’ i suoi limiti.

Al mercato compriamo insieme un sacchetto di bulbi e nel pomeriggio preparo terra, vasi, cucchiai, innaffiatoi e acqua.

Iniziamo con osservarli, toccarli, annusarli, racconto loro che sono patate addormentate ma che se noi sapremo prenderci cura di loro, preparando una bella “casetta” e innaffiandoli ogni tanto… si sveglieranno e piano piano cresceranno fiori colorati.

Tiro fuori il sacchetto di terra (prima era lontano e chiuso, una cosa alla volta) Linda qui inizia ad irrigidirsi, lo sapevo già e la rassicuro, le spiego che potrà usare il cucchiaio e non si sporcherà le mani… per lei sarà già impegnativo vedere terra dappertutto.

Finito di sistemare i bulbi, prima li salutiamo e poi li ricopriamo con la terra, riposeranno al calduccio. Prendiamo gli innaffiato, già pieni d’acqua, e diamo un po’ da bere. “Speriamo di rivedervi presto!”

Il giorno dopo

Il giorno dopo (e non lo stesso perché Linda ha gia messo tanto impegno e emozioni nel seminare e non bisogna mai esagerare) per aiutarla a comprendere meglio tutti i passaggi e perché si alleni a raccontare… disegno su di un foglio tutti gli step dell’esperienza fatta con i bulbi.

Ritaglio e formo delle carte, presentandogliene una alla volta, racconto prima io la storia (le do l’esempio) e poi chiedo a lei di fare lo stesso. Grazie a questo lavoro di comprensione ed esercizio al racconto Linda riuscirà, con grande soddisfazione, a spiegare tutto al suo papà quando tornerà a casa.