Linda ha molte paure ed è molto difficile per lei esprimerle. Questo è frustrante di per sè poi il non riuscire ad esprimerle correttamente e quindi non riuscire a farsi capire peggiora ancora di più le cose.

Per provare a renderà Linda più consapevole di sé e darle qualche strumento in più per affrontare il mondo, è importante:

  • identificare il suo stato d’animo/emozione
  • dare un nome a questo
  • associarlo alla corretta situazione/cosa
  • ripetere (in vari esempi)
  • interiorizzare
  • riuscire ad esprimerlo al momento opportuno

Le nostre paure

  • Inizio io, dando l’esempio, drammatizzando un po’ racconto una mia paura e su un foglio bianco disegno me Impaurita, e un serpente!
  • Chiedo a Cesare di cosa abbia paura, lui è piccolo, non ha due anni, ma si fa capire, ne parliamo un po’ insieme e disegnerò poi io per lui: Cesare impaurito e ciuf-ciuf, lui colorerà.
  • Poi tocca a Linda, subito dice “ho paura del buio“: l’ha sentito dire da una sua compagna e lo ripete in maniera automatica. Visto che io so che non è così, le faccio degli esempi concreti: “ma tu di notte quando ti svegli e vieni nel letto di mamma e papà, hai paura a camminare nel corridoio al buio?” la risposta è “no”. Allora le rifaccio la domanda: “tu quand’è che hai tanta paura? Sei spaventata?” lei ci pensa e questa volta sarà chiara “Ho paura dei cani!“. Proveremo a parlare dei momenti in cui si è spaventata a causa dei cani che abbaiano, e poi disegnerà se stessa con espressione impaurita e un cane (senza copia, il che non è per niente scontato per lei).
  • Le chiedo di scrivere “PAURA” preparandole la griglia (non perdiamo occasione per allenarci con la motricità fine) appendiamo quindi insieme i nostri disegni, così da interiorizzarli ancora meglio.