Linda ogni sera a cena, a casa o fuori casa, mangia sempre la sua minestra fatta con il passato di verdura… ogni dieci giorni circa quindi si cucina il minestrone, per fare poi monoporzioni da sistemare in freezer.

Cucinare le verdure è una buona occasione per imparare concretamente a conoscerle, toccarle, tagliarle, manipolarle, lavarle… è una buona occasione anche per allenare la motricità fine, tutte le sensorialità… ma soprattutto per collaborare tutti e tre insieme, divertendoci!

Per aiutare Linda a distinguere le diverse verdure, quantità, all’inizio preparavo su un foglio bianco nome, numero e disegno di tutti gli ingredienti, poi lo piegavo a fisarmonica (presentando una verdura per volta affinché non ne fosse confusa, ma che alla fine, aprendo tutto il foglio, avesse l’idea di insieme) e si iniziava così a cucinare… (oggi questo non è più necessario).

Tutto è pronto sul tavolo, muniti di taglieri e coltellini, si inizia!

Le mani sono chiamate a compiere moltissimi movimenti:

  • si devono infilare con forza i polpastrelli all’interno dei vari strati, ad esempio dei finocchi, per poi “sfogliarli”…
  • si devono tagliare a pezzi gli zucchini, tenendoli fermi con una mano mentre l’atra impugna (correttamente) il coltello, poi calibrare contemporaneamente forza e coordinazione… conoscendo le peculiarità di Linda e volendo evitare che arrivi senso di fallimento e frustrazione del “non riesco”, le semplifico il compito incidendo piccoli tagli in superficie, dandole così una guida da cui partire, e lei con grande soddisfazione, riuscirà in autonomia a compiere il resto!

Faccio anche altre “etichette” affinché Linda, leggendo, associ il concreto al nome-scritto e con la sua eccellente memoria visiva riesca ad ampliare la sua conoscenza (non basterebbe dicendoglielo solo a voce).

Il tavolo diventa pian piano un ricchissimo spazio creativo… ognuno è libero di fare, divertirsi, creare ciò che vuole… e le idee non ci mancano di certo! I pezzi di verdure, gli scarti… diventano bellissime costruzioni, tutte utili e diverse! Prendono forma capanne, zattere, arcobaleni, missili, fontane… si inventano storie… ci si fa il solletico… l’immaginazione vola…

Alla fine, anche con un po’ di dispiacere ci toccherà destrutturare le nostre creazioni… per lavare i nostri “pezzi di costruzioni” e buttarli in pentola… ma non ci preoccupiamo, tra circa dieci giorni ce ne inventeremo delle altre!!

Un bambino creativo è un bambino felice

BRUNO MUNARI