La natura è una meravigliosa maestra di vita: attività manipolative e sensoriali, allenamento per equilibrio e muscoli, benessere per la mente, incoraggiamento all’osservazione, all’ascolto, alla creatività… i bimbi in natura trovano tutto ciò di cui hanno bisogno e, a cielo aperto con sole in fronte, si apprende divertendosi!

La nostra è una scuola circondata dal verde e a pochi minuti da lei si trova un grande spazio all’aperto dedicato: l’Ecocampus. Sperando in una giornata di sole cerchiamo di organizzare un’esperienza in natura.

In anticipo

  • Qualche giorno prima vado a visionare la zona (per una migliore comprensione e organizzazione).
  • Scatto alcune foto: serviranno da “supporto visivo” al mattino, durante la spiegazione del programma giornaliero (facendole vedere ciò che la aspetta si abbassa un po’ l’ansia da novità).
  • Con la maestra, si visualizza la scaletta della mattina per capire se e come Linda possa partecipare.

Se per i suoi compagni la “gita in natura” può durare un tempo che va dalle due o le tre ore, per Linda rimanere tutto questo tempo non è assolutamente fattibile:

il dover camminare per un certo tempo le comporta impegno motorio e stanchezza fisica…

unito al dover mettere in gioco tutte le sue iper-sensorialità (toccare “troppo”, vedere “troppo”, sentire “troppo”)…

e con magari 20 o 30 persone intorno che parlano, si muovono, la impegnano in una continua comunicazione (che sia un dialogo 1:1 o magari anche solo l’ascolto di una comunicazione in entrata) con concetti che non riesce a comprendere a pieno (vuoi per la troppa velocità/complessità con cui vengono espressi o perché nuovi e senza immagini di supporto)…

TUTTO CIÓ LE COMPORTA UN DISPENDIO DI ENERGIE FISICHE E MENTALI ENORME.

Perché tutto questo lavoro in anticipo?

Conoscendo le sue caratteristiche, la sua delicatezza, i suoi bisogni e la sua grande voglia di partecipare… si cerca di organizzare al meglio proprio per provare ad evitare un accumulo di situazioni/cose che porterebbero, una dopo l’altra, ad un sovraccarico tale da sfociare poi in una crisi certa… compromettendo del tutto l’opportunità di viversi una nuova esperienza di gruppo.

Nonostante una buona pianificazione, come in tutte le situazioni, le variabili poi possono essere davvero molte.

In questi 11 anni ci siamo creati varie occasioni:

  • molte andate-male, finite in crisi (magari ancora prima di iniziare) che l’hanno portata ad un senso di fallimento, frustrazione, rabbia, confusione durato anche per giorni (ma da cui abbiamo sempre imparato qualcosa in più, utile per le volte successive)
  • altre invece andate-bene o, inaspettatamente, super-bene! In questi casi la gioia guadagnata (sua e nostra) è davvero indescrivibile.

In tutto questo lavoro la piena disponibilità e la collaborazione di tutti quelli che ci stanno intorno fa sempre una grande differenza, è fondamentale per raggiungere con successo “il traguardo”.

Come raggiungere un traguardo? Senza fretta ma senza sosta.

GOETHE