Per giocare sono necessarie, in egual misura, abilità comunicative e abilità motorie.

Fin da quando Linda era piccolissima abbiamo lavorato (sotto forma di gioco) molto per aver la possibilità prima di poter giocare-insieme e successivamente lei-da-sola, questo perché bisognava favorire e sviluppare tutta una serie di competenze necessarie

  • buona comunicazione
  • comprensione e rispetto di regole, turni, schemi
  • adeguati tempi attentivi
  • sufficienti prassie, coordinazione occhio-mano, motricità fine e grosso motoria.

Anno dopo anno, tra tentativi, fallimenti, modifiche, successi… ci sono stati sovente momenti di frustrazione, ma senza sosta e senza mai scoraggiarsi, ogni piccolo traguardo raggiunto è sempre stato una festa… e sopratutto utile ed indispensabile per raggiungere quello successivo, così da poter proseguire.

Tutto questo è sempre stato fatto “a due”, lei e un adulto di riferimento, cercando di raggiungere successivamente anche una sicurezza tale da poter trasferire lo stesso gioco insieme ai pari età (situazione resa ancora più complessa considerati imprevisti e difficili dinamiche sociali da gestire che si aggiungono).

Sovente a casa inventiamo, costruiamo, adattiamo giochi… quelli esistenti molte volte sono troppo complessi o bisognosi di modifiche.

Capita così che un pomeriggio su un bel cartellone disegno una serpentina con caselle all’interno.

Insieme facciamo un elenco delle attività e ad ognuna associamo un colore e ci pensano Linda e Cesare, da cima a fondo, a riempirle tutte!

Come promemoria, in ognuna, disegno poi io piccoli simboli, la sequenza dei numeri e infine scrivo il nome “Il Gioco dell’Oca”, a cui ne Linda, ne Cesare hanno mai giocato prima.

Aspetteremo che arrivi a casa papà per giocare tutti insieme… ma intanto ci organizziamo e raccogliamo tutto il materiale di supporto: dado, pedine-personaggi che magari ci somiglino, carte Yoga, lavagna…

Siamo pronti, si gioca!

Ma prima di iniziare arriva la domanda di Cesare: “Mamma perché Gioco dell’oca?! Chiamiamolo Gioco dell’Anatra…” … Grande Cesarebellissima idea! Facciamo una bella croce sopra e Gioco dell’Anatra sia!

Iniziamo noi, mamma e papà, così da dare l’esempio concreto di tutti i passaggi; si canta, si mima, ci si abbraccia, si disegna, si fanno indovinelli, si fa ginnastica e anche posizioni di yoga… ci mettiamo alla prova e ci divertiamo tutti!!

Il Gioco dell’Anatra nella sua semplicità celebra e racchiude tanti bei traguardi che negli anni Linda con tenacia ha raggiunto.

Come raggiungere un traguardo? Senza fretta ma senza sosta.

GOETHE