Il gioco della “caccia al tesoro” si avvale di prove, sfide, messaggi… vive di fantasia, mettendo alla prova molte abilità in diversi ambiti. Bisogna saper intuire e ragionare, è un gioco che cavalca il senso di ricerca, insegna a raggiungere un traguardo ed hanno tanto valore le tappe quanto la meta!

In diversi periodi, il gioco della “caccia al tesoro” ha sostenuto molti degli obiettivi a cui si stava già lavorando. Grazie alla gioia e all’elemento sorpresa, Linda riceve una spinta in più nel cercare di superare alcuni suoi ostacoli, si crea un’armonia tale che tutto sembra diventare un po’ più fluido… e una buona riuscita porta sempre soddisfazione che ne genera altra ancora, un circolo assolutamente positivo!

  • Inizialmente Linda ascoltava i messaggi e si concentrava sulla comprensione degli indovinelli… in questo si cercava di rinforzare ciò su cui già si stava lavorando, come ad esempio imparare gli ambienti e gli oggetti della casa e comprendere, generalizzando, alcuni concetti come dentro/fuori, sopra/sotto, caldo/freddo, morbido/duro…
  • Il gioco negli anni cresce insieme a lei, consolida abilità acquisite e permette di lavorare su obiettivi differenti: i messaggi le vengono consegnati e in autonomia li legge lei direttamente.

Lo stimolo della ricerca, del divertimento e il finale con sorpresa la aiutano nel provare a fare un qualcosa che le comporta anche fatica.

  • Alcune “cacce” sono state anche fatte all’aria aperta, oltre agli obiettivi cognitivi davano anche una spinta in più per provare ad affrontare alcune delle sue rigidità motorie: come ad esempio camminare sullo sterrato (dove il piano calpestatile è allo stesso tempo instabile e percettivamente complesso alla vista con le sue diverse sfumature cromatiche), oppure provare ad arrampicarsi, fare piccole salite, camminare nel fango o erba particolarmente alta… oppure infilare le mani, toccare diverse superfici magari non particolarmente gradite (cercando di desensibilizzare un pochino la sua estrema sensibilità sensoriale).

Caccia alle uova di Pasqua… in casa

A Pasqua c’è la caccia più attesa e desiderata dell’anno: la caccia alle uova di Pasqua! Nei giorni precedenti acquistiamo e raccogliamo uova, ovetti, sorprese di tutti i generi, nascondendoli poi dalla loro vista… e sì, perché c’è anche Cesare!

In anticipo preparo e stampo i biglietti-indizi, nascondo le uova in punti diversi della casa: frigo, forno, doccia, lavatrice, letto, garages, macchina, buca delle lettere… tutto è pronto per la mattina di Pasqua quando Linda e Cesare, si sveglieranno quasi all’alba dall’emozione!

Sul tavolo ad attenderli ci sono le orecchie da coniglietto… finita l’investitura siamo pronti…inizia la caccia!

Caccia alle uova di Pasqua… al Bricco

Cambia il luogo ma non l’entusiasmo… in campagna, all’aria aperta ci saranno due nuovi leprotti, muniti di cestini, che a suon di musica “batti quà, grida urrà… urrà… …” andranno alla ricerca delle loro preziose uova colorate!

Considerati tutti gli aspetti sensoriali e motori che questo comporta però facilito un po’ il gioco, non richiedo l’impegno della lettura: tramite semplici disegni (di luoghi, cose o esperienze) dovranno intuire, indovinare e partite!

Alla fine ci si siede tranquilli sull’erba e ognuno controllerà, spacchetterà, e magari gusterà, il contenuto del proprio cestino…

C’è tutto: intuizione, ricerca, natura, colori, divertimento, dolci sorprese… e si vive tutto tutti insieme!

Prendi una buona idea e mantienila. Inseguila e lavoraci fino a quando non funziona bene.

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