Abbiamo scoperto negli ultimi anni che andare al museo, alle mostre, è assolutamente “ok”!

Primo fra tutti, fondamentale, qui nessuno porta i cani.

Solitamente i luoghi sono silenziosi non affollati e in questo gli anni del Covid forse ci hanno aiutato, limitando l’affluenza di visitatori; solitamente sono spazi organizzati in maniera ordinata, opere (di qualsiasi natura) tutte visive, con etichette-descrizioni o concise spiegazioni a fianco o anche video, filmati…

Non abbiamo mai scelto una persona-guida ad accompagnarci, solitamente sono molto prolisse non adatte sia per i nostri tempi attentivi che per le troppe e complesse informazioni che danno, sarebbe impossibile “tenere il filo, rimanere interessati” (sia per lei che per Cesare)

solitamente facciamo una cosa “fai da te” con supporti come cartine/mappe (che di solito sono molto schematiche) che li aiutano ad orientarsi e rimanere attenti, fungono da agende-visive e prima di partire anticipo sempre con alcune foto descrivendo ciò che andremo a visitare.

Ma ci sono anche belle iniziative! Alcuni musei, attenti e desiderosi di essere davvero inclusivi, si stanno muovendo in tal senso: formano a grandi linee il personale su alcuni aspetti da tener presente quando si trovano davanti bambini/ragazzi autistici o con spettro autistico (o altre neurodiversità) e stanno lavorando per adattare i loro materiali cartacei!!

Per noi intanto un souvenir della mostra di solito è quasi d’obbligo, un bel libro illustrato dove poter continuare comodamente da casa, la visita.

Una visita al museo, qualunque esso sia, è sempre arricchente, nutrire la mente accende gli occhi, e questo fa davvero la differenza per Linda.

Dopo aver svolto l’attività a casa, abbiamo organizzato una visita alla piccola ma gradita mostra di Torino: Frida diventa ancora più reale.

“Viva la vita! Vivi la vita!”

FRIDA KAHLO